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Art. 1 Titolo di Perito Agrario
Il titolo di Perito Agrario, al fine dell’esercizio delle attività di cui all’art. 2, spetta a coloro che abbiano conseguito il diploma di Perito Agrario in un Istituto tecnico agrario statale o parificato e la abilitazione all’esercizio della professione, con tutte le relative specializzazioni, e siano iscritti nell’Albo professionale a norma dell’art. 4 (art. 1 legge 54/91).
Art. 2 Attività professionale
Formano oggetto della professione di Perito Agrario:
Art. 3 Limiti dell’attività professionale
Le mansioni indicate nella lettera a) del precedente articolo nonché nella lettera m), per quanto si attiene alle attività di cui alla lettera a), possono essere esercitate dai Periti Agrari qualora non richiedano le speciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie, nell’ambito delle rispettive competenze, dei dottori agronomi, degli ingegneri o dei geometri.
Art. 4 Esercizio della libera professione – Elenco dei non esercenti
Il Perito Agrario non può esercitare la libera professione se non è iscritto nell’Albo professionale. L’iscrizione nell’Albo non è consentita ai Periti Agrari impiegati dello Stato o di altra pubblica amministrazione ai quali, secondo gli ordinamenti loro applicabili, è vietato l’esercizio della libera professione. Essi sono, a loro richiesta, iscritti in un elenco speciale. I Periti Agrari impiegati dello Stato o di altra pubblica amministrazione, ai quali è consentito l’esercizio della libera professione, sono soggetti alla disciplina del Consiglio soltanto per ciò che attiene all’esercizio della libera professione. Il Perito Agrario iscritto in un Albo ha facoltà di esercitare la professione in tutto il territorio dello Stato.
Art. 5 Obbligo del segreto professionale
Il Perito Agrario iscritto nell’Albo non può rivelare un segreto di cui abbia avuto notizia per ragione della propria professione.
Art. 6 Vigilanza del Ministro per la grazia e giustizia
Il Ministro per la Grazia e Giustizia esercita direttamente o a mezzo dei presidenti e dei procuratori generali di Corte d’appello, l’alta vigilanza sui Collegi dei Periti Agrari ai fini dell’esatta osservanza delle norme legislative e regolamentari.
Art. 7 Incarichi dell’autorità e delle amministrazioni pubbliche
Gli incarichi relativi all’attività della professione di Perito Agrario sono, normalmente, affidati dall’autorità giudiziaria e dalle pubbliche amministrazioni agli iscritti nell’Albo dei Periti Agrari. Quando esse intendono conferire incarichi a persone non iscritte nell’Albo, ne enunciano i motivi del provvedimento.
I Periti Agrari che sono in possesso di un diploma di specializzazione prevista dai vigenti ordinamenti scolastici sono preferiti nelle mansioni proprie del diploma stesso.
Art. 8 Circoscrizioni territoriali – Personalità giuridica
In ogni Provincia nel cui territorio esercitano la libera professione almeno quindici Periti Agrari è costituito, con sede nel Comune capoluogo, un Collegio professionale retto da un Consiglio. Se il numero dei Periti Agrari esercenti in una Provincia è inferiore a quindici, essi sono iscritti nell’Albo del Collegio indicato dal Consiglio del Collegio nazionale.
Il Collegio ha personalità giuridica di diritto pubblico.
Art. 9 Composizione del Consiglio del Collegio
Il Consiglio del Collegio è composto di Periti Agrari iscritti nell’Albo: in numero di cinque se gli iscritti nell’Albo non superano i cento; di sette se superano i cento e non i cinquecento; di nove se superano i cinquecento e non i millecinquecento; di quindici se superano i millecinquecento. I componenti del Consiglio sono eletti dagli iscritti nell’Albo, riuniti in assemblea; durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Il Consiglio uscente rimane in carica fino all’insediamento del nuovo Consiglio.
Art. 10 Cariche del Consiglio
Il Consiglio elegge nel proprio seno un Presidente, un Vicepresidente, un Segretario e un Tesoriere. Quando il presidente e il vicepresidente sono assenti o impediti, ne fa le veci il membro più anziano per iscrizione nell’Albo e, nel caso di pari anzianità, il più anziano per età.
Art. 11 Attribuzioni del Presidente Il Presidente ha la rappresentanza del Collegio ed esercita le attribuzioni conferitegli dalla presente legge o da altre norme; inoltre rilascia la tessera di riconoscimento nonché le attestazioni e i certificati relativi agli iscritti.
Art. 12 Attribuzioni del Consiglio Il Consiglio, oltre quelle demandategli da altre norme, esercita le seguenti attribuzioni:
Art. 13 Decadenza dalla carica di membro del Consiglio
Il membro del Consiglio che, senza giustificato motivo, non interviene a tre riunioni consecutive, decade dalla carica.
Art. 14 Scioglimento del Consiglio
Se non si provvede alla integrazione del Consiglio, se il Consiglio non è in grado di funzionare, o se, chiamato all’osservanza dei propri doveri, persiste nel violarli, ovvero se ricorrono altri gravi motivi, il Consiglio può essere sciolto.
In caso di scioglimento del Consiglio le sue funzioni sono esercitate da un commissario straordinario il quale dispone, entro centottanta giorni dalla data del provvedimento di scioglimento, la convocazione dell’assemblea per l’elezione del Consiglio (art. 3 legge 54/91).
Lo scioglimento del Consiglio e la nomina del commissario sono disposti con decreto del Ministro per la Grazia e la Giustizia, sentito il parere del Consiglio del Collegio nazionale. Il commissario ha facoltà di nominare un comitato di non meno di due e di non più di sei membri, da scegliersi fra gli iscritti nell’Albo, che lo coadiuva nell’esercizio delle sue funzioni. Egli nomina, altresì, un segretario tra gli iscritti nell’Albo.
Art. 15 Collegio dei Revisori dei conti
Ogni Collegio ha un Collegio di Revisori dei conti, formato da tre membri effettivi ed uno supplente (art. 4 legge 54/91).
Il Collegio dei Revisori dei conti, ed ogni suo membro, controlla la gestione dei fondi e verifica i bilanci predisposti dal Consiglio, riferendone all’assemblea.
I revisori dei conti durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Il Collegio dei Revisori dei conti, nella prima riunione, elegge, nel proprio seno, un Presidente.
Art. 16 Assemblea ordinaria degli iscritti
L’assemblea è convocata dal Presidente. Essa è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà degli iscritti nell’Albo e nell’Elenco speciale e, in seconda convocazione, che deve aver luogo almeno un’ora dopo dello stesso giorno, con qualsiasi numero di intervenuti (art. 5 legge 54/91).
L’assemblea delibera a maggioranza dei presenti.
Art. 17 Assemblea per l’approvazione dei conti
L’assemblea degli iscritti nell’Albo e nell’Elenco speciale per l’approvazione del conto preventivo e di quello consuntivo è convocata nel mese di marzo di ogni anno.
Art. 18 Assemblea straordinaria
Il presidente convoca l’assemblea straordinaria quando lo ritiene opportuno e ogni volta che lo deliberi il Consiglio.
Quando ne è fatta richiesta per iscritto, con l’indicazione degli argomenti da trattare, da parte di almeno un quinto degli iscritti nell’Albo il presidente è tenuto a convocarla entro venti giorni. Se non vi provvede, l’assemblea è convocata dal pubblico ministero presso il tribunale, il quale designa un iscritto nell’Albo che la presiede.
Art. 19 Assemblea per l’elezione del Consiglio del Collegio e del Collegio dei Revisori dei conti
La data per l’elezione del Consiglio e del Collegio dei Revisori dei conti è fissata dal presidente nei venti giorni precedenti la scadenza del Consiglio in carica (art. 6 legge 54/91). L’assemblea è valida in prima convocazione quando partecipano alla votazione almeno la metà degli iscritti, e in seconda convocazione quando vi partecipa almeno un sesto degli iscritti; i votanti, in ogni caso, non debbono essere meno di dieci.
Il voto è personale, diretto e segreto.
Art. 20 Costituzione di nuovi Collegi
Il Ministro per la Grazia e la Giustizia, qualora il Consiglio del Collegio nazionale dei Periti Agrari proponga la costituzione di un nuovo Collegio, nomina un commissario straordinario con l’incarico di provvedere alla prima formazione dell’Albo e dell’Elenco speciale.
Art. 21 Fusione di Collegi
Quando in un Collegio viene a mancare il numero minimo di iscritti nell’Albo indicato nell’art. 8, il Ministro per la Grazia e la Giustizia può disporre la fusione con altro Collegio, sentito il Consiglio del Collegio nazionale dei Periti Agrari.
Art. 22 Collegio nazionale
I Collegi locali dei Periti Agrari costituiscono un unico Collegio nazionale avente personalità giuridica di diritto pubblico.
Art. 23 Consiglio del Collegio nazionale
Il Consiglio del Collegio nazionale dei Periti Agrari ha sede in Roma, presso il Ministero di Grazia e Giustizia ed è composto di undici membri eletti da tutti i consigli dei Collegi provinciali tra coloro che hanno un’anzianità di iscrizione nell’Albo di almeno dieci anni (art. 7 legge 54/91).
I membri del Consiglio del Collegio nazionale durano in carica tre anni e sono rieleggibili. I tre anni decorrono dalla data dell’insediamento.
Il Consiglio uscente rimane in carica fino all’insediamento del nuovo Consiglio.
Art. 24 Cariche del Consiglio del Collegio nazionale
Il Consiglio del Collegio nazionale elegge nel proprio seno un presidente, un vicepresidente, un segretario ed un tesoriere. Quando il presidente ed il vicepresidente sono assenti od impediti, ne fa le veci il membro del Consiglio più anziano per l’iscrizione nell’Albo e, in caso di pari anzianità, il più anziano per età.
Art. 25 Attribuzioni del Presidente del Consiglio del Collegio nazionale
Il Presidente del Consiglio del Collegio nazionale ha la rappresentanza del Collegio nazionale ed esercita le attribuzioni conferitegli dalla presente legge o da altre norme.
Il Presidente convoca il Consiglio del Collegio nazionale ogni volta che lo ritiene opportuno e quando ne ha fatta motivata richiesta da almeno cinque membri.
Art. 26 Attribuzioni del Consiglio nazionale
Il Consiglio del Collegio nazionale, oltre a quelle demandategli da altre norme, esercita le seguenti attribuzioni:
Art. 27 Elezioni del Consiglio del Collegio nazionale
Per la designazione dei membri del Consiglio del Collegio nazionale, il Consiglio di ogni Collegio dei Periti Agrari designa fra gli iscritti nell’Albo un candidato (art. 9 legge 54/91). La designazione ha luogo non prima dei trenta e non dopo i quindici giorni antecedenti la data di scadenza del Consiglio in carica ed è immediatamente comunicata ad una commissione nominata, ogni quinquennio, dal Ministro per la Grazia e la Giustizia.
A ciascun Consiglio del Collegio spetta in relazione al numero degli iscritti nell’Albo, un voto per ogni cinquanta o frazione di cinquanta iscritti fino a duecento ed un altro voto per ogni cento o frazione di cento iscritti da duecento in poi.
La commissione prevista nel secondo comma del presente articolo è composta da cinque Periti Agrari ed è presieduta dal più anziano per iscrizione nell’Albo e, in caso di pari anzianità, dal più anziano per età, le funzioni di segretario sono esercitate da un funzionario addetto all’ufficio delle libere professioni del Ministero per la Grazia e la Giustizia.
Art. 28 Incompatibilità
La carica di membro del Consiglio del Collegio nazionale dei Periti Agrari è incompatibile con quella di membro del Consiglio di un Collegio.
Art. 29 Comunicazione delle decisioni
Le decisioni del Consiglio del Collegio nazionale sono, a cura del segretario, comunicate entro trenta giorni, agli interessati, al Consiglio del Collegio che ha emesso il provvedimento, al procuratore della Repubblica presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sede detto Consiglio nonché al Ministero di Grazia e Giustizia.
Art. 30 Contenuto dell’Albo e dell’Elenco speciale
L’Albo e l’Elenco speciale contengono il cognome, il nome, la data e il luogo di nascita, la residenza e l’indirizzo degli iscritti nonché la data di iscrizione e il titolo in base al quale è avvenuta. L’Albo e l’Elenco speciale sono compilati secondo l’ordine di anzianità di iscrizione e portano un indice alfabetico che ripete il numero d’ordine di iscrizione. L’anzianità è determinata dalla data di iscrizione nell’Albo o nell’Elenco speciale.
Art. 31 Requisiti per l’iscrizione nell’Albo o nell’Elenco speciale – Abilitazione
Art. 32 Iscrizione – Rigetto della domanda
Il Consiglio del Collegio delibera nel termine di tre mesi dalla presentazione della domanda di iscrizione.
La deliberazione, adottata su relazione di un membro del Consiglio, è motivata.
Qualora il Consiglio del Collegio non abbia provveduto entro il termine stabilito dal primo comma, l’interessato può, entro i trenta giorni successivi, proporre ricorso, a norma dell’art. 54, al Consiglio del Collegio nazionale che, richiamati gli atti, decide sulla domanda di iscrizione.
Il rigetto della domanda per motivi d’incompatibilità o di condotta può essere pronunciato solo dopo che l’interessato è stato invitato a comparire davanti al Consiglio.
Art. 33 Divieto di iscrizione in più Albi o Elenchi speciali – Trasferimenti
Non è consentita la contemporanea iscrizione in più Albi o Elenchi speciali dei Periti Agrari (art. 11 legge 54/91).
Non è ammesso il trasferimento dell’iscrizione quando il richiedente è sottoposto a procedimento penale o disciplinare ovvero è sospeso dall’Albo o dall’Elenco speciale.
Art. 34 Cancellazione dall’Albo o dall’Elenco speciale
Sospensione per morosità
Il Consiglio del Collegio dispone la cancellazione dell’iscritto dall’Albo d’ufficio o su richiesta del procuratore della Repubblica presso il tribunale, nei seguenti casi:
Il Consiglio del Collegio dispone la cancellazione dell’iscritto nell’Elenco speciale nel caso di cui alla lettera a) del precedente comma. L’iscritto nell’Albo o nell’Elenco speciale che, per oltre dodici mesi non adempie al pagamento dei contributi dovuti può, a norma dell’art. 12, lettera n), essere sospeso dall’Albo o dall’Elenco speciale.
La sospensione per morosità non è soggetta a limiti di durata ed è revocata con provvedimento del presidente del Consiglio del Collegio quando l’iscritto dimostra di aver corrisposto integralmente i contributi dovuti. Per il procedimento di cancellazione nonché per quello di sospensione per morosità si osservano, in quanto applicabili, le norme previste per il procedimento disciplinare.
Art. 35 Reiscrizione
Il Perito Agrario cancellato dall’Albo o dall’Elenco speciale può chiedere la reiscrizione quando sono cessate le ragioni che avevano determinata la cancellazione.
Il Perito Agrario reiscritto conserva la precedente anzianità, dedotto il periodo di interruzione.
Art. 36 Comunicazione delle deliberazioni del Consiglio
Le deliberazioni del Consiglio del Collegio in materia di iscrizione, cancellazione o reiscrizione nell’Albo o nell’Elenco speciale, sono comunicate nel termine di trenta giorni dalla loro data all’interessato, al procuratore della Repubblica presso il tribunale del circondario ed al procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello del distretto nelle cui circoscrizioni ha sede il Collegio, nonché al Ministero di Grazia e Giustizia.
Art. 37 Responsabilità disciplinare
Al Perito Agrario che si rende colpevole di abusi o mancanze nell’esercizio della professione o di fatti lesivi della dignità o del decoro professionale, si applicano le sanzioni disciplinari previste nel presente titolo.
Art. 38 Sanzioni disciplinari Le sanzioni disciplinari sono:
Art. 39 Avvertimento
L’avvertimento consiste nel rilievo della trasgressione commessa e nel richiamo del Perito Agrario all’osservanza dei suoi doveri; esso è inflitto nei casi di abuso o di mancanza di lieve entità ed è comunicato all’interessato dal presidente del Consiglio del Collegio. Il relativo processo verbale è sottoscritto dal presidente e dal segretario. Entro i dieci giorni successivi all’avvenuta comunicazione l’interessato può richiedere di essere sottoposto a procedimento disciplinare. Quando non è conseguente ad un procedimento disciplinare l’avvertimento è disposto dal presidente del Consiglio del Collegio.
Art. 40 Censura La censura consiste nel biasimo formale per la trasgressione commessa ed è inflitta nei casi di abuso o di mancanza di non lieve entità, ma che non ledono il decoro o la dignità professionale.
La censura è disposta con deliberazione del Consiglio del Collegio.
Art. 41 Sospensione dall’Albo o dall’Elenco speciale
Sospensione cautelare
La sospensione dall’Albo o dall’Elenco può essere inflitta nei casi di lesione della dignità e del decoro professionale; essa è disposta con deliberazione del Consiglio.
Oltre i casi di sospensione previsti nel codice penale, importano di diritto la sospensione dall’Albo o dall’Elenco speciale:
Art. 42 Radiazione
La radiazione dall’Albo professionale o dall’Elenco speciale può essere disposta quando l’iscritto riporta, con sentenza irrevocabile, condanna alla reclusione per un delitto non colposo, ovvero quando con la sua condotta ha gravemente compromesso la propria reputazione e la dignità professionale. Importano di diritto la radiazione dall’Albo o dall’Elenco speciale:
Art. 43 Rapporto tra procedimento disciplinare e giudizio penale
Il Perito Agrario, sottoposto a procedimento penale per delitto non colposo anche se definito in sede istruttoria, è sottoposto, quando non è stato radiato a norma dell’articolo precedente, a procedimento disciplinare per il medesimo fatto, sempre che non intervenga sentenza di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso.
Art. 44 Fatti costituenti reato Se nei fatti oggetto del procedimento disciplinare il Consiglio ravvisa gli elementi di un reato, trasmette gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale e sospende il procedimento.
Art. 45 Prescrizione
L’infrazione disciplinare si estingue per prescrizione in cinque anni. Si osservano, in quanto applicabili, le norme di cui agli articoli 158, 159, 160 e 161 del codice penale.
Art. 46 Competenza
La competenza per il giudizio disciplinare appartiene al Consiglio del Collegio ove è iscritto l’incolpato.
Se l’incolpato è membro del Consiglio competente a procedere disciplinarmente a norma del comma precedente, la competenza spetta al Consiglio del capoluogo del distretto della Corte di appello.
Se l’incolpato è membro del Consiglio del Collegio del capoluogo del distretto della Corte di appello, la competenza per il giudizio disciplinare spetta al Consiglio del Collegio designato dal Consiglio del Collegio nazionale.
Art. 47 Apertura del procedimento disciplinare
Le sanzioni disciplinari di cui agli articoli 40, 41 e 42 non possono essere applicate se non a seguito di procedimento disciplinare.
Il Consiglio del Collegio inizia il procedimento disciplinare d’ufficio o su richiesta del pubblico ministero o, nel caso di cui all’art. 39, secondo comma, su richiesta dell’interessato. Nessuna sanzione disciplinare, la cui applicazione sia facoltativa, può essere inflitta senza che l’interessato sia stato invitato a comparire dinanzi al Consiglio. Nei casi di sospensione o di radiazione di diritto l’audizione dell’interessato è facoltativa.
Art. 48 Svolgimento del procedimento disciplinare
Il presidente nomina, tra i membri del Consiglio, un relatore il quale, nel giorno fissato per il procedimento, espone al Consiglio i fatti per cui si procede.
Il Consiglio, udito l’interessato ed esaminate le eventuali memorie o documenti, delibera a maggioranza dei presenti; in caso di parità di voti prevale la decisione più favorevole all’incolpato. Se l’interessato non si presenta o non fa pervenire alcuna memoria difensiva né dimostra un legittimo impedimento, si procede in sua assenza. La deliberazione deve contenere l’indicazione dei fatti, i motivi della decisione e la decisione del Consiglio. Il proscioglimento è pronunciato con la formula: «non essere luogo a provvedimento disciplinare».
Art. 49 Notificazione delle decisioni
Le decisioni del Consiglio in materia disciplinare sono notificate, entro trenta giorni, all’interessato, al pubblico ministero presso il tribunale, al procuratore generale presso la Corte d’appello del distretto ove ha sede il Consiglio, nonché al Ministero di Grazia e Giustizia.
Art. 50 Astensione e ricusazione dei membri del Consiglio del Collegio
L’astensione e la ricusazione dei membri del Consiglio sono regolate dagli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile, in quanto applicabili. Sull’astensione, quando è necessaria l’autorizzazione, e sulla ricusazione decide lo stesso Consiglio. Se, a seguito di astensioni o ricusazioni viene a mancare la maggioranza dei suoi membri; il presidente del Consiglio ne dà notizia al Consiglio nazionale che designa altro Collegio al cui Consiglio vanno rimessi gli atti.
Il Consiglio competente a termini del comma precedente, se autorizza l’astensione o riconosce legittima la ricusazione, si sostituisce al Consiglio del Collegio cui appartengono i membri che hanno chiesto di astenersi o che sono stati ricusati; altrimenti restituisce gli atti per la prosecuzione del procedimento.
Art. 51 Astensione e ricusazione dei membri del Consiglio del Collegio nazionale
L’astensione e la ricusazione dei membri del Consiglio del Collegio nazionale sono regolate dagli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile, in quanto applicabili.
Sull’astensione, quando è necessaria l’autorizzazione, e sulla ricusazione decide lo stesso Consiglio del Collegio nazionale.
Se a seguito di astensioni o ricusazioni viene a mancare la maggioranza dei suoi membri, il presidente del Consiglio del Collegio nazionale chiama ad integrare il Consiglio stesso un numero corrispondente di membri del Consiglio del Collegio di Roma, seguendo l’ordine di anzianità di iscrizione nell’Albo.
Art. 52 Esecuzione provvisoria della radiazione o della sospensione
Fermo il disposto dell’ultimo comma dell’art. 41, il Consiglio del Collegio, nell’applicare le sanzioni disciplinari della radiazione o della sospensione, può ordinare l’immediata esecuzione provvisoria nonostante il ricorso.
Art. 53 Reiscrizione dei radiati
Il Perito Agrario radiato dall’Albo o dall’Elenco speciale può esservi reiscritto purché siano trascorsi almeno tre anni dal provvedimento di radiazione e, se questo sia stato adottato a seguito di condanna penale, sia intervenuta riabilitazione.
In ogni caso deve risultare che il radiato ha tenuto, dopo la radiazione, irreprensibile condotta. Alla reiscrizione del radiato si applicano le disposizioni di cui agli articoli 35 primo comma e 36.
Il radiato reiscritto nell’Albo o nell’Elenco speciale acquista l’anzianità dalla data della reiscrizione.
Art. 54 Ricorsi avverso le decisioni del Consiglio del Collegio nonché in materia elettorale e disciplinare
Le decisioni del Consiglio del Collegio in materia di iscrizioni, cancellazione e reiscrizione nell’Albo o nell’Elenco speciale, nonché in materia disciplinare, sono impugnabili dagli interessati e dal procuratore della Repubblica presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sede il Collegio, con ricorso al Consiglio del Collegio nazionale, nel termine perentorio di trenta giorni dalla loro comunicazione o notificazione.
Il ricorso al Consiglio del Collegio nazionale è presentato o notificato al Consiglio del Collegio che ha emesso la deliberazione impugnata.
In materia di eleggibilità o di regolarità delle operazioni elettorali ogni iscritto nell’Albo ed il procuratore della Repubblica competente a norma del primo comma possono proporre ricorso al Consiglio del Collegio nazionale, nel termine perentorio di trenta giorni dalla proclamazione degli eletti (art. 12 legge 54/91).
Salvo che in materia elettorale, e nei casi di cui all’art. 41, ultimo comma, e 52, il ricorso al Consiglio del Collegio nazionale ha effetto sospensivo.
Art. 55 Poteri del Consiglio del Collegio nazionale
Il Consiglio del Collegio nazionale ha facoltà di sospendere l’efficacia del provvedimento impugnato, annullarlo in tutto o in parte, modificarlo, riesaminare i fatti ed anche infliggere una sanzione disciplinare più grave.
In materia elettorale il Consiglio del Collegio nazionale può annullare in tutto o in parte le elezioni, ordinando la rinnovazione delle operazioni che ritiene necessarie.
Art. 56 Contenuto del ricorso al Consiglio del Collegio nazionale
Il ricorso dinanzi al Consiglio del Collegio nazionale, ad eccezione di quello proposto dal procuratore della Repubblica, è redatto su carta bollata.
Il ricorso contiene i motivi su cui fonda ed è corredato:
Quando non sia proposto dal procuratore della Repubblica, il ricorso è accompagnato dalla ricevuta del versamento, eseguito presso un ufficio del registro, della tassa stabilita dall’art. 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946 n. 261 e dall’indicazione del recapito al quale l’interessato intende siano fatte le eventuali comunicazioni o notificazioni da parte del Consiglio del Collegio nazionale.
In mancanza di tale indicazione le comunicazioni o le notifiche sono depositate, ad ogni effetto, presso la segreteria del Consiglio del Collegio nazionale.
Art. 57 Irricevibilità del ricorso
È irricevibile il ricorso presentato dopo il termine di trenta giorni dalla notificazione della deliberazione impugnata.
Se il ricorso non è corredato della ricevuta del versamento di cui all’articolo precedente, viene assegnato al ricorrente un termine perentorio per presentarla.
In caso di mancata presentazione della ricevuta nel termine assegnato il ricorso è dichiarato irricevibile.
Art. 58 Esame del ricorso
Le sedute del Consiglio del Collegio nazionale non sono pubbliche.
Le parti possono chiedere di essere sentite, proponendo apposita istanza contenuta nel ricorso o presentata nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini per ricorrere oppure nei termini per la presentazione dei motivi aggiunti. Quando il Consiglio del Collegio nazionale ritiene necessario che l’interessato dia chiarimenti ovvero produca atti o documenti il presidente comunica i provvedimenti adottati all’interessato a mezzo di lettera raccomandata, con le modalità previste dall’art. 56, ultimo comma, fissando un termine per la risposta. Se questa non giunge entro il termine stabilito la decisione è presa in base agli atti in possesso del Consiglio del Collegio nazionale.
Chiusa la discussione, il presidente pone in votazione le singole questioni che indica, raccoglie i voti dei consiglieri e vota per ultimo.
Le decisioni sono prese a maggioranza dei presenti. In caso di parità di voti prevale quello del presidente o di chi ne fa le veci.
Art. 59 Decisione del ricorso
La decisione contiene il cognome e il nome del ricorrente, l’oggetto dell’impugnazione, i motivi sui quali si fonda, il dispositivo, l’indicazione del giorno, mese ed anno in cui è pronunciata, la sottoscrizione del presidente e del segretario.
La decisione è depositata in originale presso la segreteria del Consiglio nazionale ed è notificata nel termine di trenta giorni dal deposito al ricorrente, a norma dell’art. 56 nel recapito dichiarato; ove sia stata omessa tale dichiarazione, la notifica si esegue presso il domicilio risultante dall’Albo o dall’Elenco speciale e, per i non iscritti mediante deposito nella segreteria del Consiglio del Collegio nazionale.
La decisione, nello stesso termine di cui al comma precedente, è notificata al procuratore della Repubblica presso il tribunale della circoscrizione ove ha sede il Collegio di appartenenza dell’interessato.
Art. 60 Ricorso avverso le decisioni del Consiglio del Collegio nazionale
Le decisioni del Consiglio del Collegio nazionale pronunciate sui ricorsi in materia di iscrizione, cancellazione o reiscrizione nell’Albo o nell’Elenco speciale nonché in materia disciplinare o elettorale possono essere impugnate, nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione, dall’interessato o dal procuratore della Repubblica competente per territorio, davanti al tribunale nella cui circoscrizione ha sede il Collegio che ha emesso la decisione o presso il quale si è svolta la elezione contestata.
La sentenza del tribunale può essere impugnata davanti alla Corte d’appello, nel termine di trenta giorni dalla notifica, dall’interessato, dal procuratore della Repubblica e dal procuratore generale competenti per territorio. Sia presso il tribunale che presso la Corte d’appello il Collegio giudicante è integrato da due Periti Agrari.
Per ciascun tribunale, nella cui circoscrizione ha sede un Collegio dei Periti Agrari, e per ciascuna Corte d’appello, ogni triennio sono nominati dal Consiglio superiore della magistratura o, per sua delega dal presidente della Corte d’appello del distretto, quattro Periti Agrari, due in qualità di componenti effettivi e due supplenti, scelti tra gli iscritti negli Albi dei Collegi aventi sede nel distretto, che siano cittadini italiani di età non inferiore ai venticinque anni, di incensurata condotta ed abbiano un’anzianità di iscrizione nell’Albo di almeno cinque anni.
Il Tribunale e la Corte d’appello provvedono in camera di Consiglio, con sentenza, sentiti il Pubblico ministero e gli interessati. Il ricorso per Cassazione è proponibile anche dal procuratore generale della Corte d’appello entro sessanta giorni. La sentenza può annullare, revocare o modificare la deliberazione impugnata.
Art. 61 Determinazione delle tariffe e dei criteri per il rimborso delle spese
Le tariffe degli onorari e delle indennità ed i criteri per il rimborso delle spese spettanti per le prestazioni professionale sono stabiliti, ogni biennio, con deliberazione del Consiglio del Collegio nazionale, approvata dal Ministero per la Grazia e la Giustizia di concerto con il Ministero per l’Agricoltura e le Foreste.
Art. 62 Restituzione di atti e documenti
Il Perito Agrario non può trattenere gli atti e i documenti ricevuti dal committente adducendo la mancata corresponsione degli onorari, dei diritti, e delle indennità o l’omesso rimborso delle spese sostenute (art. 13 legge 54/91). Sul reclamo del committente, il presidente del Consiglio del Collegio invita il Perito Agrario a depositare gli atti ed i documenti ricevuti, disponendone la restituzione d’ufficio all’interessato, e promuove la deliberazione del Collegio che ha facoltà di sentire gli interessati e di tentare la conciliazione.
Art. 63 Riscossione dei contributi
Il Collegio riscuote i contributi previsti dagli articoli 12, lettera m) e 26, lettera h), mediante ruoli annuali compilati dal Consiglio, resi esecutivi dall’Intendenza di finanza trasmessi ai competenti esattori che provvedono all’incasso, con le forme e i privilegi previsti per la riscossione delle imposte dirette.
I ruoli sono pubblicati e messi in riscossione in coincidenza con i ruoli erariali ordinari. L’esattore versa i contributi al ricevitore provinciale delle imposte dirette il quale provvede a rimettere al Collegio locale ed al Collegio nazionale l’importo delle rispettive quote.
Art. 64 Personale del Collegio nazionale e dei Collegi locali
Il Consiglio del Collegio nazionale ed i Consigli dei Collegi locali provvedono al personale occorrente e ad ogni altra necessità per il proprio funzionamento.
Per la disciplina giuridica ed economica di detto personale si osservano le disposizioni vigenti in materia di lavoro (art. 14 legge 54/91).
Art. 65 Già abilitati all’esercizio professionale
Conservano il diritto all’iscrizione nell’Albo coloro che sono stati iscritti a norma dell’art. 22 del regio decreto 25 novembre 1929, n. 2365.
Analogo diritto è riconosciuto ai diplomati della cessata scuola tecnica agraria pareggiata di San Michele all’Adige (Trento), i quali dimostrino di aver prestato, alla data di entrata in vigore della presente legge e negli ultimi cinque anni, attività professionale anche dipendente.
Art. 66 Regolamento di esecuzione
Il Governo della Repubblica, nel termine di un anno dall’entrata in vigore della presente legge, provvede alla emanazione del relativo regolamento di esecuzione. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. (Art. 15 legge modifica 54/91)
Il Governo della Repubblica, nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede ad apportare le eventuali modificazioni ed integrazioni al regolamento di esecuzione della legge 28 marzo 1968, n. 434, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1972, n. 731, conseguenti alle modificazioni apportate dalla presente legge alla legge 28 marzo 1968 n. 434